Vitamine

Preziose in ogni momento della vita

I fabbisogni vitaminici cambiano a seconda dell’età e delle condizioni ambientali.

Di recente, l’American Academy of Pediatrics ha pubblicato le raccomandazioni aggiornate per una corretta supplementazione di vitamina D, proponendo come dose giornaliera raccomandata 600 UI per la popolazione pediatrica da 1 a 18 anni.  Con la pubertà, e in particolare con la comparsa del menarca e lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, entra in scena la cosiddetta "nutraceutica di genere". I fabbisogni vitaminici, a seguito dei differenti quadri ormonali e dei loro influssi su vari organi e apparati, si modificano nei due sessi. Nella società attuale, le ragazze tendono ad avere un'alimentazione non equilibrata, con possibili ripercussioni negative sulla regolarità del ciclo mestruale e con la comparsa di anemia carenziale, disturbi della sessualità, depressione e ridotto accrescimento della massa ossea. Il menarca, se associato a ridotto apporto di ferro e di altri micronutrienti associati alla eritropoiesi, quali le vitamine del gruppo B, può portare rapidamente a un'anemia carenziale. L'adolescenza è anche un periodo molto importante per lo sviluppo dello scheletro, che comporta un aumento del fabbisogno di vitamina D e di calcio. Nel ragazzo adolescente, come nell'uomo in età adulta, per favorire la formazione di spermatozoi vitali e ridurne i danni al DNA esistono evidenze relative all'assunzione di vitamina C, E, zinco e acido folico.
Nella donna in età fertile, alcune condizioni specifiche possono beneficiare dell'approccio nutraceutico come la dismenorrea, condizione in cui è stato proposto l'uso di integratori alimentari a base di vitamine E, B, C, calcio, magnesio. Oppure la sindrome premestruale, in cui vari studi evidenziano la riduzione dei sintomi ricorrendo a vitamina B1 e B6 . 
Il concepimento, l'impianto e lo sviluppo iniziale della gravidanza, ma anche lo sviluppo placentare, richiedono energia e micronutrienti, tra cui le vitamine. Vari studi clinici hanno dimostrato come l'uso di multivitaminici in epoca pre-concezionale sia protettivo nei confronti di patologie gravidiche quali la preeclampsia, i rallentamenti di crescita e il parto pretermine. Per quanto riguarda il tessuto osseo, se già in premenopausa - accanto ai farmaci - si rende necessaria l'integrazione di vitamina D e calcio al fine di contrastare il rischio di sviluppare osteoporosi e conseguentemente il rischio di fratture (una delle più importanti sequele a lungo termine della menopausa).

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